Mostre
Dal 6 giugno 2026 al 10 gennaio 2027
MITORAJ. PRESENT
La figura di Igor Mitoraj costituisce un caso esemplare di artista che ha scelto la Versilia come luogo in cui sviluppare e realizzare la propria produzione. In particolare, nel 1983 stabilì il proprio atelier nella città di Pietrasanta, luogo che lo mise in stretto contatto con la rete di laboratori artigiani e di artisti.
Il percorso espositivo presenta una sostanziosa raccolta di opere, offrendo una panoramica variegata della produzione dell’artista e svelando il nucleo originario della collezione museale. Le opere spaziano cronologicamente dal 1975 al 2013, un ampio arco di tempo che comprende l’inizio della carriera a Parigi e termina ad un anno dalla morte. Durante questo periodo, l’artista affianca alla celebre produzione di sculture monumentali una vasta serie di lavori di formato differente.


La produzione di formato minore è costituita dai gioielli, tra cui spiccano pezzi storici come Torso Bijou (1977) o Torso Italico (1983), dai quali emergono già i tratti iconografici distintivi della poetica di Mitoraj: dalle caratteristiche fasciature alle aperture metafisiche che scavano la materia dei corpi. La centralità della figura umana è subito evidente, indagata attraverso una scomposizione in membra che evoca creature ideali, di cui sopravvivono solo frammenti.
Questo tema, fulcro dell’intero percorso creativo dell’artista, viene costantemente rielaborato in innumerevoli varianti, materiali e formati, come dimostrano ad esempio le diverse evoluzioni plastiche di Bocca della Rocca (1985) o Armure (1978). Caratterizzato da una spiccata propensione alla manualità, Mitoraj fece proprie le tecniche scultoree tradizionali della Versilia.
La sua ricerca si è mossa tra la predilezione per i materiali lapidei, scelti per il legame viscerale con la terra, e una sapiente sperimentazione nella lavorazione delle patine metalliche. Attraverso queste ultime, Mitoraj era in grado di ottenere una gamma cromatica cangiante, capace di spaziare dal nero profondo di Disque Noir (1978) al blu intenso di Photios (1999).
L’allestimento trae diretta ispirazione dai piedistalli spesso utilizzati dall’artista stesso e dagli artigiani nei loro laboratori. Le ampie volumetrie di questi basamenti definiscono e ritmano lo spazio, organizzando le opere in un dialogo aperto e privo di gerarchie che restituisce una visione d’insieme della collezione che sarà interamente esposta quando, in un secondo momento, saranno integrati in mostra anche i disegni e i dipinti.
Questa scelta rappresenta l’incipit di un più ampio progetto di ricerca museale dedicato alle opere di Igor Mitoraj.
