Igor Mitoraj

Biografia

“AI MODELLI ANTICHI PREFERISCO I MODELLI VIVENTI, I PERSONAGGI CHE INCONTRO LUNGO LE STRADE, AI QUALI POSSO RUBARE QUALCOSA, POSSIBILMENTE L’ANIMA.”

Mitoraj amava definire le sue sculture “opere di archeologia fantastica”, mettendo in rilievo che la sua rielaborazione creativa avveniva innestandosi sull’auctoritas formale del passato, in un abbraccio tra classicismo antico e Rinascimento mediceo, che superava le barriere temporali.

LA BIOGRAFIA

Igor Mitoraj nacque il 26 marzo 1944 ad Oederan, un piccolo centro della Sassonia, e trascorse la sua giovinezza nei pressi di Cracovia. Frequentando l’Accademia di Belle Arti di Cracovia, si avvicinò al maestro Tadeusz Kantor, figura poliedrica del panorama culturale polacco: pittore, regista e scenografo teatrale. Fu lui a spingerlo a lasciare la Polonia comunista e cercare fortuna altrove.

Nel 1968 si trasferì a Parigi dove frequentò l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, città che lo consacrò in occasione della sua prima mostra personale nel 1976presso la Galerie La Hune di Parigi. Il successo di questo evento indusse Mitoraj a dedicarsi prevalentemente alla scultura e, nello stesso anno, vinse la 21° edizione del “Prix de la sculpture de Montrouge” che gli valse l’assegnazione, da parte del ministro francese della cultura, di uno studio a Montmartre nel Bateau Lavoir.

E’ in questo periodo che Mitoraj compii numerosi viaggi in giro per il mondo, all’insegna di esperienze determinanti per il suo stile artistico: visitare l’Italia e la Grecia fu il modo per entrare in contatto con la classicità greco-romana e rinascimentale.

L’AMORE PER LA VERSILIA

La sua affermazione in Italia arrivò con la grandiosa mostra in Castel Sant’Angelo nel 1985 che gli valse l’invito alla partecipazione alla XLII Biennale di Venezia. Da questo momento in poi non mancarono inviti a esporre nei più importanti musei internazionali, oltre a prestigiosi incarichi per la realizzazione di sculture monumentali nelle maggiori metropoli, come Milano, Roma, Londra, Parigi, Atlanta e Tokyo.

E’ nella prima metà degli anni ’80 che Mitoraj conobbe il ricco territorio della Versilia, ideale per la lavorazione artistica del marmo e importante per le sue fonderie. Pietrasanta, luogo simbolo per l’eccellenza delle materie prime e, quindi, per la ricca presenza di maestranze artigianali altamente specializzate, diventò immediatamente il contesto di lavoro ideale: qui l’artista aprì un grande atelier, stabilendo nella città la sua residenza principale.

L’ARTE

Nonostante l’influenza di grandi personaggi come Henry Moor e Cèsar, oltre alla cultura italiana intrisa di storia, Umanesimo e classicismo, Mitoraj ha sempre affermato con forza che i suoi lavori non traevano ispirazione da modelli precisi, classici o contemporanei che fossero. Le sue opere esaltano la bellezza di corpi classici che pure subiscono le ingiurie del tempo, come allegorie di un conflitto profondo, al confine tra gli orrori domati e la dispiegata Bellezza.

CITAZIONE

“IO MI RIFACCIO AL MITO ANTICO SECONDO LA SENSIBILITÀ MODERNA, SECONDO LA MIA PERSONALE SENSIBILITÀ.”